Mostre

Église presenta #18ESPLORAZIONI Nuove mappe per la fotografia, a cura di Benedetta Donato per Égliselab, la fucina creativa dell’Associazione socioculturale palermitana, che da oltre due anni lavora nel campo delle arti visive.

Inaugurazioni:
#18ESPLORAZIONI I VENERDÌ 21 SETTEMBRE ORE 18.30
#18ESPLORAZIONI II VENERDÌ 16 NOVEMBRE ORE 18.30

17 autori + 1 curatore
Il percorso sarà articolato in due mostre che vedranno protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, selezionate e poste in dialogo dalla curatela.
Le esposizioni presenteranno le esperienze fotografiche, le ricerche visive, le riflessioni e i contributi del gruppo di autori partecipanti, con lo scopo di proporre nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono in questo specifico territorio.
La Sicilia, intesa come luogo in cui si articolano i diversi progetti, diviene spunto per una riflessione più ampia e assume il ruolo di radice culturale, offrendo la possibilità di ispirazione e di vedere accostate ricerche apparentemente differenti, che spaziano dal paesaggio al ritratto, dall’architettura al reportage, in un caleidoscopio di rappresentazioni, di cui i diciassette autori sono interpreti.

Ogni momento espositivo avrà la durata di un mese e vedrà in mostra i lavori di un gruppo di fotografi, in un percorso idealmente ininterrotto, volto ad instaurare un dialogo duraturo tra i giovani autori di questo territorio e a porre le basi di nuove sinergie che guardano al mondo esterno.

Il progetto #18ESPLORAZIONI. Nuove mappe per la fotografia, ideato e curato da Benedetta Donato, si inserisce nell’ambito delle iniziative di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è stato possibile grazie al supporto di Église e alla partecipazione di tutti gli autori.
Église partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, che si svolgeranno il 22 e il 23 Settembre 2018 con il tema “L’Arte di condividere”.

LE MOSTRE/GLI AUTORI/I PROGETTI

#18ESPLORAZIONI I dal 21 Settembre – 21 Ottobre 2018
Simona Bonanno (Chains of Silence), Gianni Cipriano (Where is my Brother?), Francesco Faraci (Atlante Umano Siciliano), Cristina Faramo (Volcanic Island), Alberto Gandolfo (Quello che resta), Salvatore Di Gregorio (Project Mirabella: tales of beauty), Roselena Ramistella (Rochì), Dodo Veneziano (Brandelli del tempo)

#18ESPLORAZIONI II dal 16 Novembre – 16 Dicembre 2018
Alberto Alicata (The Little Saint), Iole Carollo (Out of Africa), Nino Cannizzaro (Le Detroit Perdu), Fabio Florio (Rusted), Giuseppe Iannello (Gibellina 1968), Claudio Majorana (Head of the Lion), Francesco Malavolta (Linea di Confine), Ornella Mazzola (Females), Luca Savettiere (Piemonte Messina)

21 settembre – 16 dicembre 2018

Matèria in collaborazione con Église è lieta di presentare Migrations, una mostra di opere fotografiche dell’artista Karen Knorr.

A cura di Niccolò Fano, direttore di Matèria, la mostra presenta una selezione di fotografie tratte dalla vasta serie India Song (2008-2017), a cui si affianca Metamorphoses (2014-2017), lavoro più recente e in fieri, che guarda all’eredità e al patrimonio culturale italiano.

Con un’esposizione selezionata delle pubblicazioni più rilevanti dell’artista, poste in dialogo con le due serie fotografiche in mostra, Migrations traccia la traiettoria del lavoro di Karen Knorr, dalla sua documentazione della sottocultura punk londinese alla fine degli anni Settanta (realizzata in collaborazione con Oliver Richon), fino a lavori seminali come Belgravia (1979-1981), Gentlemen (1981-1983) e Fables (2003-2008). Dal 2008, Karen Knorr ha diretto il proprio sguardo alla cultura dell’alta società indiana dei Rajput e alla relazione che essa innesca con “l’altro”, attraverso l’uso della fotografia, del video e della performance. India Song è un’osservazione dello spazio maschile (mardana) e dello spazio femminile (zanana) dei Mughal e dei Rajput all’interno delle strutture architettoniche reali, abitative e dei mausolei, attraverso fotografie digitali di grande formato.

Knorr celebra la ricca cultura visiva, le fondamenta mitiche e le  narrazioni del Nord dell’India, concentrandosi nell’area del Rajasthan e utilizzando luoghi sacri e profani per osservare il sistema delle caste, il femminile e la loro relazione con il mondo animale. Gru, zebù, scimmie, tigri ed elefanti si trasformano da animali esotici a personificazioni di personaggi femminili del passato, sfaldando i confini tra realtà e illusione, reinventando un Panchatantra del ventunesimo secolo.

Metamorphoses, una nuova serie fotografica in progress, esplora l’eredità italiana in Europa, utilizzando le Metamorfosi di Ovidio come cornice entro cui considerare il patrimonio culturale e le mutazioni dell’Europa odierna. Storie pagane e cristiane si sovrappongono, come angosciosa risposta alle recenti migrazioni globali che potrebbero trasformare i resti della vecchia Europa in una federazione dinamica e plurale, o in una fortezza invalicabile. Incertezza e mutevolezza attraversano l’Italia.

18 giugno – 14 luglio 2018

Sabato 2 dicembre alle ore 19.30 presso Église si inaugura la mostra fotografica Blue Dust di Andrea Pertoldeo, sarà presente il fotografo con il quale si dialogherà del progetto che ha sviluppato in Bahrain.

Un’esposizione che racconta, attraverso un libro e le fotografie esposte, il progetto di Andrea Pertoldeo – fotografo, docente di fotografia presso l’Università Iuav di Venezia e, insieme a Stefano Graziani e Angela Vettese, coordinatore del Master Iuav in Photography – che ha messo in relazione un paesaggio e il lavoro dell’uomo che lo modifica.

Il paesaggio antropizzato è quello del deserto del Bahrain e il lavoro è quello degli operai di un’acciaieria. Il deserto è anche il luogo di passaggio di tubi di gas naturale o petrolio e di tralicci dell’alta tensione che modificano e accentuano l’orografia del territorio, ma è anche il luogo dove i cittadini autoctoni del Bahrain trascorrono giornate di festa e di riposo per ritrovare le loro antiche origini nomadi. Gli uomini ritratti da Pertoldeo sono immigrati che vivono per migliorare la loro condizione e quella della famiglia di origine. Essi costruiscono con il loro lavoro gli oggetti della modificazione del paesaggio del deserto. Il cortocircuito fra paesaggio e lavoro in Blue Dust è generativo di un aspetto della costruzione della società contemporanea.

Presso Église sarà possibile, inoltre, acquistare il libro Blue Dust numerato e autografato dall’autore: il libro comprende una sequenza di fotografie del deserto, una serie di ritratti a figura intera e quattro testi indipendenti dalle immagini firmati da Luca Ciotti, Antonello Frongia, Mario Lupano e Roberto Zancan in cui sono citati il deserto, la polvere, gli astri, le gite fuori porta.

L’allestimento a Église è in stretta relazione con le fotografie, crea un dialogo forte con i tubi innocenti della struttura che, a oggi, sorregge la copertura della piccola chiesa.

2 al 22 dicembre 2017

Insert coins é il titolo di un progetto e di un libro di Christian Lutz, una serie fotografica che si basa sulle illusioni e le disillusioni legate al mondo delle scommesse sui tavoli da gioco, metafora di quel sistema di società “occidentale” che minaccia il nostro pianeta e i rapporti tra gli esseri umani.

Una specie di evidenza veniva da Las Vegas. Quando ci sono stato per la prima volta, nel 2011, eravamo in piena crisi finanziaria; ci avevano spiegato in lungo e in largo che veniva dagli Stati Uniti,il cui sistema economico sembra rimanere un modello per l’Europa.
Ho sentito il bisogno di confrontarmi con un emblema della fabbrica delle illusioni, con il simbolo stesso dell’intrattenimento made in USA. Di andare a vedere dietro le luci di un sistema di valori deleteri. Insert Coins è un blues, un rantolo.
Christian Lutz, 2016.

Las Vegas – in francese “piana fertile” – ha vestito i suoi muri di luci e la sua parte di sogni nel bel mezzo del deserto di Mojave. Si è imposta come la principale città del Nevada; la sua attività economica la rende un attraente datore di lavoro e la sua popolazione conosce una crescita costante da decenni. Las Vegas è uno dei luoghi turistici più importanti degli Stati Uniti. Qual è la guida turistica che non affitta la sua euforia e non invita a tentare le esperienze più straordinarie? E pertanto… Scintillante, ultraliberale, ricca di hotel-casinò monumentali, Las Vegas è anche un focolaio di crimine e di prostituzione. Essa fabbrica sia gli estremi quanto gli eccessi, mentre i destini si giocano talvolta alla roulette o a poker.

Christian Lutz, 2016.

25 maggio – 24 giugno 2017

Nel linguaggio comune il check-point è il luogo dove coloro che necessitano di oltrepassarlo sono controllati, anche in biologia è un punto di controllo, in cui le cellule verificano di aver completato una fase del loro ciclo prima di passare a quella successiva. Così, i progetti fotografici si possono considerare il punto in cui la migrazione è spostamento di persone da un luogo a un altro, approfondendo l’evoluzione sociale e culturale determinata dai contatti tra i gruppi umani, ma è anche fuga da se stessi e dalle imposizioni della società, è altresì riflessione a posteriori di quanto visto e vissuto.

12 al 16 ottobre 2019

Festival delle Letterature Migranti

Centinaia di ospiti, incontri e spettacoli in decine di luoghi della città: palazzi storici, teatri, università, scuole. Il Festival, promosso dal Comune di Palermo insieme all’Università e a tante istituzioni pubbliche e private, si deve ai sogni e al lavoro di tante persone – scrittori, volontari, docenti, studenti – per contribuire alla pace e alla convivenza.

Le letterature migrano. Da un luogo a un altro. Da un tempo a un altro. Se non ci fossero le letterature, le città si spegnerebbero, le nostre parole perderebbero significato. Le letterature migrano i popoli. Li accolgono e li accompagnano. Li fanno conoscere. Dove non vi sono letterature, la paura mette le sue radici, fa crescere le sue spine. Migrano lingue e culture, fisicamente e attraverso le grandi reti di comunicazione. Il processo che viviamo, la più grande migrazione della storia umana, segna nuovi traguardi.
Palermo ha una storia antica di migrazioni e dialogo. Quando il coro di voci, culture e religioni differenti si ridusse ad una sola voce solista, allontanando tutte le altre, la città divenne grigia e violenta.
Tornano oggi tante voci, a Palermo: le strade si colorano, i ragazzi insegnano agli adulti. In tanti luoghi della città, si confronteranno scrittori e artisti di un mondo che non ha più confini.

Dopo gli ottimi risultati ottenuti con l’iniziativa a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto, il Perugia Social Photo Fest e l’associazione siciliana Église proseguono nella raccolta fondi e organizzano una mostra-evento nella città di Palermo.

Convinti e uniti dal valore di uno dei concetti cardine del festival, “la fotografia vale più di mille parole”, PSPF ha deciso di dare vita ad una collaborazione con Église, creando un asse ideale che collega il Centro Italia con la Sicilia nel nome della solidarietà e dell’aiuto.

Nasce così #TOGETHERSTRONGER STEP FORWARD, il passo in avanti nella strada della solidarietà dove è al centro il valore sociale ed etico della fotografia a favore di chi ha più bisogno di aiuto e sostegno.
Con #TOGETHERSTRONGER, in poco più di un mese, sono state vendute 47 fotografie di autori che negli ultimi quattro anni hanno partecipato a PSFP; i fondi ricavati dalla vendita di queste opere fotografiche, unitamente a quelli raccolti dall’associazione Eglise, saranno devoluti all’associazione “La Strada Onlus” di Rieti, impegnata da anni in progetti a favore di bambini e adolescenti. Grazie al denaro raccolto, l’associazione di Rieti potrà mettere in atto alcuni progetti destinati all’accoglienza e al sostegno dei più piccoli sopravvissuti agli eventi sismici del 24 agosto 2016.

Una scelta dettata dal fatto che, riprendendo le parole di Antonello Turchetti, direttore e ideatore di PSPF, “…esistono macerie prodotte dai terremoti che sono estremamente difficili da rimuovere. Sono quelle lasciate dalle scosse nella memoria dei più piccoli e dei più indifesi…”.
Proprio Turchetti, grazie all’attiva rete di relazioni e di rapporti creata negli anni dal Festival, ha voluto allargare la base del progetto e portarlo in Sicilia.
#TOGETHERSTRONGER STEP FORWARD rimane in rete, infatti, ma raggiunge anche una importante dimensione fisica, con la creazione di alcuni appuntamenti da non perdere.

“Allargare la base di #TOGETHERSTRONGER è per noi di PSPF e per i nostri compagni di viaggio di Église un importante passo in avanti nella strada che mette in relazione la fotografia e la solidarietà. Vogliamo che la fotografia abbia a tutti gli effetti un valore tangibile, etico e sociale. E speriamo che, con questa seconda fase del nostro progetto, si possano ottenere risultati migliori nella raccolta fondi, coinvolgere un numero sempre maggiore di autori e, soprattutto, mantenere viva, a distanza di circa due mesi, l’attenzione del mondo della fotografia, e non solo, sulle condizioni di vita delle popolazioni colpite dal sisma che ha sconvolto l’Italia.” ha dichiarato Antonello Turchetti.

I fotografi che hanno aderito: Andrea Alessio, Riccardo Bandiera, Alessandro Barcella, Katharina Bauer, Marika Delila Bertoni, Carlo Bevilacqua, Valerio Bispuri, Giuseppe Calafiore, Iole Carollo, Sara Casna, Simone Cerio, Luna Coppola, Ibrahim Ezzat,  Alberto Gandolfo, Maurizio Gijvovich, Letizia Lucignano, Francesco Malavolta, Giovanni Mereghetti, Hermes Mereghetti, Pier Paolo Metelli, Fabio Moscatelli, Efrem Raimondi, Luca Savettiere, Giuseppe Sinatra, Aldo Soligno, Antonello Turchetti, Giuseppe Tornetta, Dodo Veneziano, Salvo Veneziano, Alessandro Vincenzi (CAPTA).

Qui il video con tutte le foto di questa seconda fase del progetto.

20 ottobre – 11 novembre 2016

Il 28 maggio 2016 inauguriamo la mostra Betania con le fotografie di Valerio Bispuri. La mostra è curata da Valeria Fornarelli, è prodotta dal Perugia Social Photo Fest e da noi.

«Ho sempre creduto che la fotografia abbia il valore di svelare, oltre che di raccontare; di portare alla luce le profondità di un gesto, l’intensità di momenti che sfuggono allo sguardo».

È con questo in mente che Valerio narra la storia di Betania, una donna lesbica di trentacinque anni che ha vissuto di fronte al suo obiettivo molti momenti rilevanti della sua vita privata, a Buenos Aires, e il rapporto con la sua attuale, amata compagna Virginia; sullo sfondo, l’Argentina, il primo paese del Sud America a legalizzare nel 2010 le unioni omosessuali. Ritraendo Betania, Valerio ritrae gli aspetti più profondi dell’intimità lesbica, dei sentimenti, del sesso, della vita, e ne esplora il linguaggio peculiare di atteggiamenti, gesti, aspirazioni all’autonomia e al riconoscimento; eppure di questo linguaggio mostra al contempo il carattere universale, che travalica il genere e l’orientamento sessuale per riaffermarne l’appartenenza all’erotismo generale degli umani.
Il progetto è stato esposto, per la prima volta nel marzo del 2016, presso il Museo Civico di Palazzo della Penna in occasione del Perugia Social Photo Fest, il cui fine è quello di dimostrare, attraverso la fotografia sociale e terapeutica, che la “diversità sociale sia una ricchezza che frutta maggiormente se condivisa”.

Valerio Bispuri è un fotoreporter professionista che collabora con numerose riviste italiane e straniere. I suoi reportages fotografici sono realizzati in tutto il mondo, ma è il Sud America che lo vede molto attivo: qui ha realizzato il progetto Encerrados, per il quale ha visitato 74 prigioni documentando le condizioni di vita dei detenuti e contribuendo altresì alla diffusione di situazioni che hanno portato al cambiamento delle stesse. Nel 2014 Encerrados è diventato un libro edito dalla casa editrice Contrasto; nel corso del 2015, ha concluso un altro progetto fotografico, durato oltre 10 anni, dedicato al paco, una droga consumata in America Latina, nota anche come “la droga dei poveri”.

Con Valerio abbiamo deciso di produrre un breve video in cui lui racconta il progetto fotografico Betania, lo trovi qui.

28 maggio – 18 giugno 2016

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