progetto X curato da Francesco De Grandi | Festival delle Letterature Migranti

festival delle letterature migranti

X
X si deve ad un’intuizione del Festival e al coraggio di un imprenditore e di un gruppo di artisti.
Si può sovvertire la funzione di un cartellone pubblicitario? Usare per l’arte uno spazio diffuso ovunque in città? Portare il Festival delle Letterature Migranti fra le strade di Palermo?
X è tante cose. È un modo nuovo di fare arte urbana e di comunicarla. È un luogo in cui si incrociano arte e comunicazione e si infrangono vecchie barriere.

progetto artistico di Davide Camarrone
direzione artistica di Francesco De Grandi
coordinamento Orient X – Press di Agata Polizzi
opere di #ditosinistro, Daniele Franzella, Fare Ala e Wu Ming 2, LUSSI, Roberta Mazzola, Azzurra Messina
progetto grafico del catalogo di Salvo Leo di Tundesign.it
fotografie di Iole Carollo, Alberto Gandolfo e Peppe Tornetta

X è un’incognita, è un segno di moltiplicazione, è l’indicazione di un’azione che avvicina a qualcun altro, è un segno di solidarietà, è la croce di Sant’Andrea, è un incrocio fra strade che conducono in due altrove, è una sovrapposizione parziale, è un segmento di relazione, di una retta che nello spazio si contrae e si sovrappone a se stessa, è la negazione di un’identità, è il suo occultamento, è la risultante di due storie che si incontrano, come il Cassaro e via Maqueda, è l’elemento di un’equazione intorno al quale ruoterà un mistero, è il titolo che manca, è il vuoto che illumina, è la luce in luogo della massa, è il senso che trasmigra, è uno squarcio nel tempo accelerato, è la lentezza dall’osservazione, è la crisi della comunicazione, è la restituzione all’arte del suo ruolo urbano, è l’esito di un’inversione del rapporto tra arte e comunicazione, è una capriola di senso perché X resta X anche a rovescio, è un segno estraneo al nostro alfabeto, è confine tra Oriente e Occidente, è un azzardo, un’incursione nel tempo della storia presente, è una violazione del divieto di narrazione, è il primo esito di una nuova complessa relazione, è ciò che entra in relazione con la città che tutto porto non ha muri né confini e in fondo non esiste se non in quella X che nasce da incroci sovrapposizioni incognite e misteri e che riunisce senza rivelarsi mai del tutto, mai fino in fondo.

Davide Camarrone
Direttore artistico del Festival delle Letterature Migranti

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