Quest’anno il festival si fa Zines.zip, il 24 e 25 ottobre, a Église, in un formato diverso: senza i consueti banchetti, con un unico tavolo condiviso dove convivono i progetti di chi è fisicamente presente e di chi ha scelto di inviare le proprie fanzine. Meno struttura, più possibilità.
Zines Palermo esiste dal 2019 perché crede nell’autonomia, nella libertà d’espressione, nella possibilità di costruire comunità attraverso la carta, le immagini, la stampa e il fare insieme. Otto edizioni dopo, crede ancora che i margini siano spesso il centro più vivo.
La sede non è solo una scelta pratica, Église non è soltanto uno spazio amico, è uno spazio indipendente che si mette a disposizione per fare rete nel momento in cui gli spazi collettivi faticano a restare aperti.

Restiamo cultori delle fanzine, dell’editoria indipendente, della fotografia, della stampa, delle immagini che circolano e delle comunità che si incontrano: cambiano geografie, ritmi, modalità, non il desiderio che le muove. Continuiamo a immaginare uno spazio accessibile, aperto, orizzontale, dove piccole case editrici, artiste e artisti, fotografi, illustratori, stampatori, collettivi e curiosi possano incontrarsi senza gerarchie. Riteniamo l’indipendenza una pratica concreta.
Cambiano forma anche i talk che caratterizzano Zines Palermo. Non i consueti corner talk brevi e in sequenza, ma quattro conversazioni più ampie, pensate per approfondire insieme invece che susseguirsi, con la comunità storica di Zines, gli espositori presenti e alcuni ospiti esterni al festival. Ad aprire, sabato, è Un tavolo solo, tante voci: una tavola rotonda con gli espositori per riflettere a voce alta su cosa significa, quest’anno, condividere un unico tavolo invece dei soliti banchi singoli. Domenica è invece il turno di Guadagnarsi la restanza, con la Scuola di Restanza e Futuro, PattoXRestare e Zines Palermo e altri ospiti, un confronto aperto sulle condizioni concrete di chi lavora nell’arte al Sud e su cosa voglia dire restare a Palermo lavorando nell’arte. Completano il programma La FanZINESteca: l’archivio è di tutti e Editoria e comunità indipendenti, due momenti più raccolti dedicati rispettivamente alla fanzinoteca del collettivo e alle reti tra realtà indipendenti del Sud.
Zines si sostiene così come è sempre esistito: organizzando workshop e vendendo il proprio merchandising, senza sponsor che ne condizionino le scelte. Per questa edizione speciale nascerà anche un pezzo pensato apposta per l’occasione, un modo in più, per chi lo vorrà, per sostenere il festival e portarsi a casa un pezzo di questa edizione.
Workshop — Come nasce una zine. Dall’idea all’oggetto — con Miriam e Iole, colazione vegana e gluten free a cura di Alessio
Un workshop leggero e teorico che ripercorre la nascita di una fanzine: da un’idea, un’immagine, un’urgenza da raccontare, fino all’oggetto finito che si tiene in mano. Il passaggio da un’intenzione a un concept, da un concept a una sequenza di pagine, da una sequenza a un oggetto rilegato. Pensato sia per chi non ha mai fatto una fanzine, sia per chi ne ha già fatte e vuole guardare il proprio processo con più consapevolezza.
Workshop — Il timbro d’artista — con Lino
Un laboratorio di incisione ai raggi UV per realizzare un proprio timbro d’artista, da usare come firma o elemento di personalizzazione su fanzine, volumi e altri elaborati cartacei. Partendo da un’idea si arriva, passo per passo, a una matrice pronta per la stampa, incisa su una lastra fotopolimerica con un bromografo fai da te — lavorando sia con strumenti digitali (iPad, PC) sia con strumenti tradizionali messi a disposizione dall’organizzazione.
programma
Sabato 24 ottobre
10:30 · Apertura
11:00–12:30 · Workshop — Come nasce una zine. Dall’idea all’oggetto — con Miriam e Iole, colazione vegana e gluten free a cura di Alessio
16:00–17:00 · Talk — Un tavolo solo, tante voci — una tavola rotonda con Zines, ExKarcere e gli espositori e fruitori presenti
17:15–18:15 · Talk — Editoria e comunità indipendenti
Domenica 25 ottobre
10:30 · Apertura
11:00–13:00 · Workshop — Il timbro d’artista — con Lino
11:00–12:30 · Workshop — Come nasce una zine. Dall’idea all’oggetto — con Miriam e Iole, colazione vegana e gluten free a cura di Alessio
16:00–17:00 · Talk — Guadagnarsi la restanza. Fare i conti lavorando nell’arte a Palermo — una tavola rotonda con la Scuola di Restanza e Futuro, PattoxRestare, Zines Palermo e altri ospiti
17:15–18:15 · Talk — La FanZINESteca: l’archivio è di tutti
Un tavolo solo, tante voci — una tavola rotonda con Zines, ExKarcere e gli espositori e fruitori presenti
Da anni portiamo avanti un discorso sulla carenza di luoghi e momenti di condivisione e comunità. E sulla necessità di preservare gli spazi sociali, culturali e sportivi, e la conseguente possibilità di fare attività dal basso. Uno scambio di idee su come continuare a sostenere ExKarcere e riportare la decisione al centro, tra le persone, tra le strade e le piazze delle città sempre più frammentate e ridotte a luogo di consumo.
Un momento per riflettere insieme su cosa cambia quando sparisce il singolo banco e resta un tavolo condiviso: la città che cambia senza l’ascolto dei singoli e delle comunità che si sono sviluppate negli anni e che vogliano continuare ad esistere, cosa ci aspettiamo dal futuro e quali modalità possiamo immaginare per continuare a vivere, progettare e decidere insieme. Una conversazione sul festival stesso, e sulla totalità delle cose, mentre le si vive.

Guadagnarsi la restanza. Fare i conti lavorando nell’arte a Palermo — una tavola rotonda con la Scuola di Restanza e Futuro, PattoxRestare, Zines Palermo e altri ospiti
Le condizioni per lavorare nel settore artistico al Sud non cambiano, e questo è il punto da cui dobbiamo partire. L’accesso ai circuiti tradizionali resta riservato a chi non abita i margini. I finanziamenti non sono scarsi per natura, sono un’allocazione politica che decide ogni volta quali territori esistono e quali no. La discontinuità geografica, le isole e le aree interne, gli spostamenti che costano tempo e denaro, non è uno sfondo ma un costo che ricade sui corpi di chi lavora. In questo quadro gli spazi indipendenti stanno in piedi per ostinazione, e l’ostinazione non è una strategia, ma ciò che resta quando mancano le condizioni.