Take Over _ Claudia Ioan

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Condividiamo il progetto fotografico SOCIAL DISTANCING – DISTANZIAMENTO SOCIALE di Claudia Ioan, il progetto sarà visibile sui nostri social dall’11 al 16 maggio.

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Come il nuovo coronavirus e il Covid-19, la malattia che esso causa, stanno ridisegnando la vita e le abitudini della nostra società.

Perugia (Italia), marzo 2020

Le città italiane, piccole e grandi, sembrano oggi irreali, quasi completamente svuotate di persone con l’eccezione di quelle obbligate e/o autorizzate a uscire: uno scenario che avremmo tutti considerato inimmaginabile fino a pochissime settimane fa. Scenario che è l’esatto opposto di quello all’interno degli ospedali, il fronte sovraffollato e senza requie di questa guerra silenziosa contro un nemico invisibile. Questa realtà apparentemente irreale di chiusura totale è ora condivisa con molti paesi a livello internazionale; il loro numero aumenta ogni giorno, a mano a mano che la pandemia si diffonde nel mondo. Ci stiamo tristemente abituando agli aggiornamenti giornalieri della mappa del della malattia, il che ci mostra quanto si sia ulteriormente ristretto il nostro pianeta.

La strategia attualmente adottata dai Governi contro la diffusione del coronavirus e del Covid-19 è il distanziamento sociale, ad ora l’unica forma nota di prevenzione. Secondo Lisa Magarakis della John Hopkins , “il distanziamento sociale consiste nell’aumentare deliberatamente lo spazio fisico tra le persone per evitare di diffondere la malattia. Tenersi ad almeno 1-2 metri dagli altri diminuisce le probabilità di prendere il Covid-19” (Fonte: hopkinsmedicine.org).

Di conseguenza,”il tasso di cambiamento dei rituali del comportamento umano sta accelerando”, secondo Sheryl Hamilton della Carleton University di Ottawa. Nella sua ricerca condotta con l’antropologo Neil Gerlach, Hamilton sostiene che stiamo ormai vivendo in un’era di accentuata consapevolezza della malattia, che lei chiama “cultura pandemica” (Fonte: Wired).

La bolla prossemica, e cioè la quantità di spazio che manteniamo intorno a noi secondo la prossemica (la disciplina che studia proprio la quantità di spazio che le persone sentono necessario stabilire tra sé e gli altri) è stata ridefinita e ricalibrata.
La nuova bolla prossemica sociale si è trasformata in uno scudo personale.

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