Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 18.00, Église ospita la presentazione della ricerca visiva di Danilo Currò, accompagnata dalla scrittura di Gianvincenzo Pugliese, attraverso il progetto fototestuale “La componente magica”.
L’incontro assume la consueta forma del tableau vivant, dispositivo di restituzione che unisce immagini, parola e spazio e che da tempo caratterizza le modalità di condivisione dei progetti fotografici a Église. Un formato che privilegia la dimensione processuale del lavoro artistico e rende visibili genealogie, scelte, tensioni e possibilità dell’immagine contemporanea.
Partendo da una ricerca inizialmente legata all’osservazione scientifica del paesaggio dell’Etna e della sua flora, il progetto si trasforma progressivamente in un’esperienza visiva e introspettiva che attraversa immaginazione, memoria e percezione.
Nel corso di quattro anni di lavoro, lo sguardo dell’autore si allontana dalla dimensione documentaria per aprirsi a una narrazione sospesa tra paesaggio terrestre e immaginario cosmico: crateri, rocce e materia vulcanica diventano forme mutevoli, scenari interplanetari, superfici attraversate da luce, colore e trasformazione continua.


“La Componente Magica” costruisce, così, un racconto visivo in cui il paesaggio naturale si intreccia con la dimensione fantastica e autobiografica, evocando riferimenti letterari e immaginativi come “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e “Fantasia” di Bruno Munari. Attraverso l’accostamento di immagini e testi, il progetto esplora il rapporto tra contemplazione, fantasia e conoscenza, trasformando l’osservazione della natura in un esercizio di immaginazione radicale.
La ricerca diventa un viaggio dentro la materia e dentro sé stessi, interrogando la possibilità di continuare a guardare il mondo — anche in età adulta — come spazio aperto al gioco, alla meraviglia e alla costruzione di nuovi immaginari.
Il progetto prende forma anche come fototesto, sviluppando una relazione continua tra immagini e scrittura che si inserisce nella ricerca portata avanti da Église attorno ai linguaggi ibridi della fotografia contemporanea e al dialogo tra fotografia e parola.

La presentazione si inserisce nella collaborazione tra Église e la Scuola di Restanza e Futuro, che nel 2026 co-costruiscono la stagione CorpiFuturiTerritori, una programmazione che intreccia ricerca artistica, formazione e momenti pubblici.
Il programma si articola attorno a tre assi tematici:
Corpi — I corpi sono il primo livello di lettura. Corpi che producono cultura in condizioni precarie. Corpi meridionali. Corpi intersezionali. Corpi che abitano lo spazio non come pubblico passivo ma come soggetti attivi. La programmazione privilegia pratiche incarnate — fotografia, performance, scrittura, dispositivi assembleari riflettendo su come queste pratiche si intersecano con la lotta per la giustizia sociale.
Territori — La Kalsa, Palermo e i contesti con cui lavoriamo sono spazi attraversati da tensioni: turismo estrattivo, grandi opere imposte, disuguaglianze storiche. Allo stesso tempo sono luoghi di reti informali, saperi locali, resistenze quotidiane. Église, oggi più che mai, vuole essere spazio culturale aperto, radicato e situato, attraversabile perché esposto alle tensioni del contesto in cui opera.
Futuri — In un contesto segnato da marginalizzazione strutturale e mobilità forzata, immaginare significa costruire strumenti. La stagione, grazie allǝ ragazze della Scuola di Restanza e Futuro, cerca di costruire questi strumenti oltre le logiche soffocanti del capitalismo. Ogni evento, iniziativa, laboratorio è chiamato a interrogare le condizioni del restare del tornare, del trasformare.
CorpiFuturiTerritori consolida questa postura: uno spazio poroso, esposto, capace di trasformarsi attraverso le relazioni che lo abitano e di accogliere chi vuole aprire nuovi dialoghi.
In questo contesto, il tableau vivant rappresenta un dispositivo coerente con la linea di ricerca condivisa: lavora sulla presenza dei corpi nello spazio, sulla costruzione dell’immagine come atto politico e sulla relazione tra soggetti, archivi e contesto.
Il tableau vivant, inoltre, si colloca a termine della residenza artistica di Danilo Currò e Gianvincenzo Pugliese, all’interno della programmazione della Scuola di Restanza e Futuro.
Bio Danilo Currò
Danilo Currò (Messina, 1993) è un fotografo e filmmaker. Dopo gli studi in pittura, orienta la propria ricerca verso fotografia e cinema, sviluppando un linguaggio che intreccia narrazione visiva, paesaggio e dimensione autobiografica.
Nel 2016 realizza “Sunday”, documentario dedicato alla storia di un giovane nigeriano arrivato in Sicilia dopo la traversata del deserto. Dallo stesso percorso nasce “Black Lips”, progetto fotografico esposto a Palazzo Pucci di Firenze e premiato nell’ambito di Photolux Biennale e del contest Sunday Photographers de “La Stampa”.
Negli anni successivi si avvicina al mondo cinematografico romano collaborando con attrici e attori della nuova generazione, mentre dal 2020 la sua ricerca si concentra sempre più sul paesaggio e sulla costruzione di narrazioni visive legate alla materia, all’immaginazione e alla trasformazione.
Con “La componente magica” (2024) è finalista al Premio Driving Energy di Terna ed espone in diverse collettive, tra cui Museo Riso, Palazzo delle Esposizioni e FSM Gallery. Ha ricevuto borse di studio dalla Fondazione Studio Marangoni e da Perimetro. Le sue immagini sono state pubblicate su numerose testate italiane. Vive e lavora tra Roma e Messina.
Bio Gianvicenzo Pugliese
Gianvincenzo Pugliese (1992) è un artista calabro-piemontese con base a Roma. La sua ricerca attraversa fotografia, scrittura, cinema e teatro, costruendo un percorso interdisciplinare che indaga il rapporto tra immagine, parola e memoria culturale.
Dagli studi in Lettere all’Università di Torino alla formazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, fino alla pratica del teatro fisico e della drammaturgia, il suo lavoro si concentra sul potere simbolico e trasformativo del linguaggio.
Muovendosi lungo una traiettoria influenzata dal pensiero di Ernesto de Martino e Franco Cassano, sviluppa una riflessione intima sulle radici e sulle geografie del Sud, inteso non soltanto come luogo, ma come spazio culturale, memoria incarnata e orizzonte simbolico.
Nel 2021 vince il premio Musica Contro Le Mafie con il testo in vernacolo “A San Michele”, scritto per il progetto “Evocazioni e Invocazioni”. Con “BrumBrum” è finalista al Liquida Photo Festival 2023, mentre “Pecore Nere”, primo videoclip del progetto “Maelstrom”, riceve il premio WeShort e il premio come miglior videoclip al Nano Film Festival 2022