Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 19.30, Église ospita la presentazione della ricerca visiva di Veronica Barbato attraverso due progetti fotografici: “Tua sorella” e” Fine pena mai”.
L’incontro assume la consueta forma del tableau vivant, dispositivo di restituzione che unisce immagini, parola e spazio e che da tempo caratterizza le modalità di condivisione dei progetti fotografici a Église. Un formato che privilegia la dimensione processuale del lavoro artistico e rende visibili genealogie, scelte, tensioni e possibilità dell’immagine contemporanea.
I due progetti affrontano temi differenti ma profondamente connessi: il trauma individuale e familiare, le forme della marginalità sociale, la memoria, lo stigma, la capacità dell’amore di resistere ai dispositivi di esclusione.
“Tua sorella” prende avvio dalla vicenda personale dell’artista e dalla storia della sorella Mary, scomparsa a ventitré anni dopo un periodo segnato da tossicodipendenza e depressione. Attraverso fotografia, street art e pratiche di affissione pubblica, Barbato costruisce un contro-racconto che restituisce presenza e dignità a una figura rimossa, trasformandola in icona affettiva e politica. Colori fluo, glitter, paillettes e frammenti di scrittura provenienti dai diari della sorella compongono un immaginario che tiene insieme dolore e celebrazione, perdita e riscatto. Il progetto diventa così un gesto di cura e una riflessione sul potere dell’arte nel ridefinire la percezione di chi è stato escluso o dimenticato.


“Fine pena mai” sposta lo sguardo sulle conseguenze invisibili della detenzione, interrogando la condizione di chi resta fuori: genitori, figli, compagne, fratelli, famiglie intere coinvolte da una pena che non hanno commesso ma che attraversa le loro vite quotidiane. Il carcere emerge come dispositivo che colpisce reti affettive, economie domestiche, equilibri emotivi e possibilità future. Il progetto dà volto a queste presenze spesso rimosse dal discorso pubblico, raccontando l’attesa, la fedeltà, la solitudine e la resistenza di chi continua ad amare nonostante tutto.


Saranno, inoltre, presentati i due libri editi da 89books e Artphilein.
La presentazione si inserisce nella collaborazione tra Église e la Scuola di Restanza e Futuro, che nel 2026 co-costruiscono la stagione CorpiFuturiTerritori, una programmazione che intreccia ricerca artistica, formazione e momenti pubblici.
Il progetto si articola attorno a tre assi tematici:
Corpi — I corpi sono il primo livello di lettura. Corpi che producono cultura in condizioni precarie. Corpi meridionali. Corpi intersezionali. Corpi che abitano lo spazio non come pubblico passivo ma come soggetti attivi. La programmazione privilegia pratiche incarnate — fotografia, performance, scrittura, dispositivi assembleari riflettendo su come queste pratiche si intersecano con la lotta per la giustizia sociale.
Territori — La Kalsa, Palermo e i contesti con cui lavoriamo sono spazi attraversati da tensioni: turismo estrattivo, grandi opere imposte, disuguaglianze storiche. Allo stesso tempo sono luoghi di reti informali, saperi locali, resistenze quotidiane. Église, oggi più che mai, vuole essere spazio culturale aperto, radicato e situato, attraversabile perché esposto alle tensioni del contesto in cui opera.
Futuri — In un contesto segnato da marginalizzazione strutturale e mobilità forzata, immaginare significa costruire strumenti. La stagione, grazie allǝ ragazze della Scuola di Restanza e Futuro, cerca di costruire questi strumenti oltre le logiche soffocanti del capitalismo. Ogni evento, iniziativa, laboratorio è chiamato a interrogare le condizioni del restare del tornare, del trasformare.
CorpiFuturiTerritori consolida questa postura: uno spazio poroso, esposto, capace di trasformarsi attraverso le relazioni che lo abitano e di accogliere chi vuole aprire nuovi dialoghi.
In questo contesto, il tableau vivant rappresenta un dispositivo coerente con la linea di ricerca condivisa: lavora sulla presenza dei corpi nello spazio, sulla costruzione dell’immagine come atto politico e sulla relazione tra soggetti, archivi e contesto.
Nella stessa giornata, alle ore 18.00, si inaugura presso Roots Gallery una mostra di Veronica Barbato, in un dialogo diffuso tra spazi e pratiche reso possibile dalla collaborazione con 89books.