Miriam Iervolino

église take over_miriam iervolino_Oltre me

Dal 18 al 23 maggio, sarà condiviso il progetto Oltre me di Miriam Iervolino.

Nato nel 2014, Oltre me, nasce dal puro desiderio di comunicare.
Di nazioni, età e interessi differenti ma legate dall’essere donne, ho cercato le mie corrispondenti in lungo e in largo, dall’Europa all’Australia.
Un passaparola di contatti con l’obiettivo di instaurare relazioni, nella speranza di trovare chi percepisse, come me, la paradossale «in-comunicazione» da cui siamo avvolti, arginando con determinazione i mezzi di comunicazione immediata a favore della “riscoperta” di metodi quasi del tutto anacronistici.

Come un contratto ho presentato la mia lettera: senza lasciar spazio a dubbi ho richiesto esplicitamente un abbandono totale della rete internet, della rete mobile e di qualsiasi altro figlio dell’evoluzione. Un abbandono totale dei pensieri è stata la seconda richiesta mossa alle mie corrispondenti, abbracciando con elasticità qualsiasi fosse il medium di risposta alle mie parole, aperta qualsiasi esperienza comunicativa: scrittura o immagini, illustrazioni, flussi di coscienza.

Una richiesta impegnativa, ma che allo stesso tempo induce a non sentirsi prede della fretta, intesa semmai come una sfida lanciata al tempo, per non divenirne vittime; mettendoci alla prova verso la curiosità e la comprensione di realtà fino a quel momento sconosciute, il cui ruolo principale non resta che essere assunto dall’empatia.
Il mio tentativo di creare una rete di comunicazione, fisica, tattile e materiale, ha trovato il suo sviluppo in ben quattro corrispondenze che ho raccolto in un libro, il primo volume, che ho prodotto personalmente rendendolo testimonianza di questa esperienza, senza scopo di lucro.
Oggi cerco delle nuove corrispondenti, di qualsiasi età e provenienza.
Delle donne che possano lasciarsi trasportare verso la comunicazione più antica; che raccolgano il mio invito a lasciar correre la penna sul foglio, alla stessa velocità con cui i pensieri passano dalla mente.

Nel libro sono citati solo i nomi e mai i cognomi delle partecipanti, per questa ragione è possibile partecipare in anonimato.
Oltre Me è un progetto del tutto autoprodotto, da me graficamnente elaborato, stampato presso il mio laboratorio di Palermo e da me rilegato a mano in serie limitata; la sua diffusione non è a scopo di lucro ma di autosostentamento. Il fine del progetto è quello di far riflettere sui metodi e la qualità della comunicazione.
Se hai voglia di far parte di questo progetto o conosci qualcuno che possa farne parte scrivi a oltremeproject@gmail.com con il tuo indirizzo di casa o il recapito che preferisci, per dare inizio alla nostra corrispondenza cartacea.

BIOGRAFIA
Miriam Iervolino nasce a Palermo nel 1990. Laureata in Pittura e Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, durante gli studi concretizza il suo interesse nei confronti del medium fotografico. In un primo momento
il suo lavoro si fonda principalmente sull’esigenza di manipolazione della carta stampata, nella creazione di collage frutto di forme geometriche derivate della scomposizione dei medesimi elementi della stessa immagine. La sua ricerca fotografica col tempo vede l’uso quasi esclusivo delle macchine analogiche. Le immagini vengono spesso associate a dei testi, che conferiscono al lavoro una sensazione nostalgica, quest’ultima, amplificata
dal risultato della fotografia in pellicola.
Parallelamente a questo tipo di lavoro si associa una ricerca di natura “relazionale”, fondata su un progetto a lungo termine di carattere epistolare, dal titolo Oltre Me.

Per seguire Miriam Iervolino
Sito | Oltre me project | Instagram


Il secondo capitolo di color arancio rappresenta il mio legame con Flavia, giovane studentessa romana conosciuta tramite amicizie comuni, così come si conoscono i giovani adesso, ovvero su internet. Nonostante la conoscenza virtuale, io e Flavia non ci eravamo mai scritte, fino a quel momento, ed alla prima lettera ho antici­pato un’email che spiegasse con poche parole cosa proponeva il mio progetto.

La prima risposta di Flavia ha tardato qualche settimana e al suo arrivo si è presentata come una raccolta di disegni e di pensieri, che probabilmente, sono nati nel tempo in cui li ho attesi. Reagendo d’impulso ho scelto di raccontare a Flavia visivamente il mio tempo, con una serie di dieci scatti che descrivono ognuno dei giorni che ho vissuto prima di risponderle. Così si è sviluppata, attraverso poche lettere, la nostra comuni­cazione dai tratti illogica e sregolata nella forma, ma indubbiamente carica di stralci di pensieri dalla visibile immediatezza. L’assiduità grafica della mia corrispondente ha sollecitato in me una voglia di riavvicinarmi al disegno che credevo del tutto persa.

Rivalutando quell’ultima tendenza ad accostare immagini e piccoli interventi di pittura, che per lo scarso pregio, avevo sempre tenuto da parte. La scelta di non trascrivere le lettere di Flavia coincide con la voglia di non snaturane i contenuti, per sottolineare il getto che le caratterizza e quell’attenzione al disegno impossibile da descrivere a parole.

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