Michele Vaccaro

Michele Vaccaro  (Giugno 1985) 
Fotografo e Photo-editor diplomato alla  John Kaverdash Academy di Milano, fondatore di No Man’s Land Collective, cofondatore e photo-editor della rivista R0P Magazine, membro del programma Avantgarde di Luz Photo Agency, fotografo e art director presso Frontiera Studio.
Pubblica per molte riviste nazionali ed internazionali e nel 2018 entra a fare parte del gruppo di artisti Dimora OZ.
Nel 2019 contribuisce alla costituzione di KAD (Kalsa Art District).
Nel 2021 Entra a fare parte di Église.

28.2.2014 Publication on PRIVATE Magazine
20.5.2014 Finalist at Dummy Award Kassel 2014
23.5.2014 Publication on Vogue.it
25.5.2014 MIA, Milano
15.7.2014 On LensCulture
28.6.2014 Fotoleggendo, Rome
4-25.6.2014 IED, Madrid
3-6.7.2014 Photoireland, Dublin
20.8.-20.9.2014 The PhotoBookMuseum,Cologne
28–31.8.2014 Le Bal, Paris
4-15.9.2014 Photobookseminar, Oslo
24-28.9.2014 Paraty in Focus, Paraty (Brasil)
10.2014 Madalena Workshops, Sao Paulo
24.10.-12.11.2014 Athens Photo Festival, Athen
12.6.2015 The Independent (MAXXI), Rome
3.2016 Workshop “Sleeping Soldier” (Teaching on war reportage)
5.2016 Workshop “American Suburbs” (Teaching on reportage) Mitch Epstein & Jacob Holdt
9.2016 Workshop “Mosaico” ( Teaching on visual communication) L’immagine e la verità.
3.2017 Workshop “Uroboros” ( Teaching on visual communication and art)
4.2017 Workshop “Polifemo e Circe” ( Teaching on reportage – Marie Colvin)
6.2017 Workshop “Storytelling” (Teaching on the narration method in reportage)
7.2018 Workshop with Antonio Xoubanova and Ricardo Cases (formazione in comunicazione visiva)
9.2018 Masterclass with Joan Fontcuberta (formazione in comunicazione visiva)
9.2018 (Solo Exhibition) Buridan’s Ass
2019 Teaching (as expert) PTCO “Gravitas” at Liceo Classico Vittorio Emanuele II
2020 Teaching (as expert) PTCO “Comunicazione Visiva” at Liceo Vittorio Emanuele II
2021 Teaching (as expert) PON “Storytelling” at Liceo Vittorio Emanuele II
2023 Judge for “36 Shots About” Lomography & Perimetro

All’interno di Église, Michele è editor, project manager, tutoring.
Per contattarlo, scrivi a michele@egliseart.com

Su instagram, @mic_vaccaro


GREENHOUSE – TOUBA’S EXILES
Nel cuore di Milano, all’ombra dei grattacieli, vive un gruppo di esuli provenienti da Dakar. Si sono stabiliti in un vivaio abbandonato, occupando lo spazio che una volta apparteneva alle piante. Vivono in povertà, bevendo l’acqua dagli irrigatori e riparandosi all’interno della serra. Hanno sviluppato un rapporto di simbiosi con il luogo, adattandovi le loro tradizioni e la loro cultura. Loro credono in un profeta chiamato Cheikh Amadou Bamba (1853-1927), del quale si dice che abbia trovato Touba sotto un grande albero, tramite una visione chiarificatrice dell’universo. In arabo Touba (o Tùbà) significa Felicità, Beatitudine ed è una parola che evoca i dolci piaceri della vita nell’ aldilà. Nella tradizione Islamica, Tùbà è anche il nome dell’albero del Paradiso. Abbiamo seguito questo gruppo per diversi mesi, fotografandoli durante il mutare delle stagioni e condividendo con loro ogni momento della giornata. Loro sono i nuovi semi che crescono nella polvere.

FOOD & INSECURITY
Le dinamiche attorno al cibo sono da sempre paradigmatiche e metaforiche, superando la funzione primaria di nutrimento. Il parallelo fra cibo e insicurezza però non si circoscrive in un ambito salutistico, il cui portato diventa e rimane sempre importante, ma secondo movimenti geopolitici in grado di spostare assi significativi. Le compagnie determinano geografie ed ecosistemi, attraverso piani di produzione in grado di definire le macroeconomie e legislazioni globali. L’insicurezza implicita di Food & Insecurity è l’impotenza dei singoli e delle comunità davanti a produzioni di massa elaborati da modelli marketing in grado di pervertire i valori attraverso il packaging. Eppure siamo molto lontani dal packaging di Warhol, che nel pieno del boom economico sanciva una declinazione del segno e della sublimazione artistica. In Food & Insecurity il packaging è un “ornamento e delitto”, una serie di prodotti inventati che operano una sintesi grafica per restituire la complessità della politica mondiale. Passando dalle Nocciolive greche lottizzate da un’immaginaria compagnia tedesca, fino ai succhi fantasmagorici estratti dagli scarti vegetali, come i gusci d’uovo impacchettati nei barattoli di spezie, Food Insecurity pone una sequenza di segni e metafore nascoste e imposte secondo i canoni del marketing, in grado di confondere il piano percettivo e allo stesso tempo indirizzare un grado di consapevolezza maggiore su ciò che appare e viene comunicato come necessario e sicuro.

THE MAZE

Un paese pianto dalla montagna più di cinquant’anni fa.
Ricostruito a un paio d’orti di distanza, uguale ed alieno allo stesso tempo.
Uno mai morto del tutto, l’altro mai veramente nato.
Chi è legato alla pietra antica tiene strette le radici di piccoli orti curati tra le macerie impolverate.
La pietra nuova non genera frutti e nessuno fertilizza il suolo con nuova memoria.
Germogli di una pianta giunta dal nulla sono nati nel ventre del vecchio paese.
Gli abitanti la chiamano “l’erba forestiera”.
Cancelli di rami cresciuti nella terra silenziosa per anni, respingono ora allo stesso modo l’indigeno e il viaggiatore, rinnegando il potere della carne sul legno.
Adesso esauste sagome scivolano tra i muri di un labirinto innalzatosi pietra su pietra intorno a loro.
Aspettano la quiete, bramano anch’esse un giorno di poter narrare la verità.

UROBOROS

Nell’ era della condivisione compulsiva, brandelli di quotidianità vengono lanciati ogni secondo nell’etere come una nuova forma di colonizzazione.
la frenetica corsa alla produzione di un “Io” virtuale al fine di contribuire ad affermare quello reale, ha trasformato internet e in particolare i “social” in un coacervo di spot pubblicitari personalizzati di sé. Ognuno mostra il proprio meglio, secondo quello che la moda del momento suggerisce come un’ Immagine “vincente” di sé. Ma quanto tempo passiamo ad osservare quell’ immagine?
Grazie allo sviluppo tecnologico odierno, inquadratura, scatto, trasferimento e fruizione avvengono completamente in digitale. La facilità d’uso del mezzo e la sua immediatezza hanno portato milioni di utenti a raccontare la loro vita tramite immagini.
Si prevede che nel 2014 saranno scattate più di 880.000.000.000 di foto in digitale. Questa iper-produzione ha contribuito ad una progressiva perdita di valore dell’ immagine stessa, riducendo drasticamente il tempo di visualizzazione.
La decostruzione dell’ immagine centrale coadiuvata da precise didascalie, serve allo scopo di far completare l’immagine all’osservatore per mezzo della propria elaborazione associativa. Così, un pixel bianco diventa il calzino del nonno e uno beige una birra sul tavolo durante una gita. Aumentando l’attività della corteccia inferotemporale e i relativi centri cerebrali dell’attenzione si contribuisce così a fissare l’immagine nella corteccia cerebrale. Osservando il flusso delle immagini su internet, possiamo notare come siano profondamente simili le une con le altre, nonché ovviamente cicliche. Vacanze, uscite con gli amici, bambini, eventi in generale che segnano le vite di ognuno di noi in maniera analoga data la natura poliedricamente univoca dell’essere umano.
L’intuizione di Borges Tutti gli uomini vivono lo stesso tempo e, anzi, sono la stessa persona”  si rivela oggi, nella sua sagacia ancora più chiarificatrice. Abbiamo cercato di racchiudere la complessità di questo pensiero nel simbolo dell’Uroboros che racchiude in sé il concetto di “Infinito” come successione continua di istanti identici. Attimi di vita quotidiana custoditi dai negativi, unici testimoni del paradosso del tempo.

SynapHsis
SynapHsis è un gioco. Una stimolazione neurale che utilizza le connessioni sensoriali, mnemoniche e intuitive al fine di produrre associazioni all’interno di un percorso cognitivo. Un flusso di coscienza che nasce dalla mente degli autori e si sostanzia in una moderna visione surrealista. Ogni immagine propone un collegamento con quella precedente e quella successiva. Forme, nozioni e associazioni di idee accompagnano l’osservatore tra le tematiche più disparate: vita quotidiana, arte, scienza, psicologia, sesso e guerra, sono alcune delle tematiche sfiorate. Esse contribuiscono al raggiungimento dell’ immagine finale, accompagnate dallo scorrere del tempo, unico elemento che nella ripetizione trova il suo mutamento.

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